FARMACOPEA

 
La farmacopea è il testo di riferimento tecnico e normativo con valore legale che regola tutto quello che riguarda il farmaco. 
 
Oggi la più importante è la Farmacopea Europea che raccoglie tutte le farmacopee dei paesi membri della Comunità Europea.
 
È suddivisa in tre gruppi principali:

1. Monografie delle droghe sia di quelle sintetiche che vegetali. Qui vengono descritte tutte le caratteristiche( compresa il grado di purezza) che devono avere le materie prime affinché siano utilizzabili a scopo farmaceutico

 
2. Monografie delle preparazioni farmaceutiche allestibili in farmacia con indicazioni sulle quantità, il confezionamento, la modalità di preparazione e la dispensabilità.

 
3. Informazioni prevalentemente normativo. 
La farmacopea è strettamente legata alla professione del farmacista che per legge deve averne una copia aggiornata all'interno dell'esercizio in formato cartaceo o elettronico consultabile dal pubblico.
 

La farmacopea ha origini antichissime e ha assunto funzioni diverse in base anche alle necessità richeste dal momento storico e culturale per il corretto esercizio della professione del farmacista un tempo chiamato Speziale.

Prima dell'avvento della rivoluzione industriale, i medicamenti venivano preparati in farmacia che era dotata di un ampio spazio dedicato al laboratorio 50% della superficie e il restante era destinato al pubblico. La farmacopea quindi aveva il compito di descrivere le linee guida di preparazione e le ricette per ottenere medicamenti.
 
La farmacopea o ricettario serviva anche da tutela contro i ciarlatani o le preparazioni illegali. Infatti l'apprendista speziale doveva oltre ad aver passato diversi anni in un laboratorio dar prova di onestà e competenza.
 
L'abilitazione definitiva alla professione avveniva da parte di un' autorità locale che ne riconosceva le qualità morali idonee. Il farmacista dispensava sempre in presenza di una ricetta medica ma aveva una certa autonomia e creatività riguarda l'allestimento.
Nella farmacopea venivano segnati inoltre anche i prezzi al fine di regolamentare l'attivita'.
 
Dopo l '800 e quindi con l'avvento dell'Industria farmaceutica il ruolo del farmacista è cambiato notevolmente e con esso anche la farmacopea che ha assunto le caratteristiche attuali. In italia  la pubblicazione della prima Farmacopea Ufficiale del Regno d'Italia è avvenuta nel 1892.

 
È interessante notare come già nel 1231 Federico II decise di mettere ordine nell'operato dei medici e degli speziali entro i confini del suo regno prendendo come testo di riferimento una raccolta di ricette con delle indicazioni inerenti la loro preparazione, compilata nella prima metà del XII secolo da un medico della scuola Salernitana, Nicolò Preposito e ricettario si chiamava “Antidotarium Nicolai”.
 
Un altro ricettario importante è  quello Fiorentino che verrà ristampato e aggiornato in varie edizioni nel '500 nel '600 nel '700 fino all'ultima edizione del 1798. Il ricettario fiorentino si articola in tre parti la prima si occupa delle descrizioni delle droghe, la modalità di raccolta e conservazione. La seconda si interessa della pratica inerente le preparazioni farmaceutiche. Nella terza parte infine vengono descritte le attrezzature che lo speziale deve avere a disposizione per realizzare nel migliore dei modi le varie preparazioni.
 
Oggi siamo alla XII edizione della Farmacopea. Ogni nazione ha la sua propria farmacopea che deve recepire gli aggiornamenti stabiliti dalla Commissione responsabile della Farmacopea Europea. 
 
In merito al rimedio omeopatico è importante evidenziare che è stato riconosciuto a tutti gli effeti come farmaco e pertanto inserito nella Farmacopea Europea con la Dir. 6-11-2001 n. 2001/83/CE (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, entrata in vigore il 18 dicembre 2001) che, al punto 5 dell’art. 1, definisce medicinale omeopatico “ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza omeopatici secondo un processo di fabbricazione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee attualmente utilizzate ufficialmente negli Stati membri; un medicinale omeopatico può contenere più principi”.
La medesima definizione è riportata nell’articolo 1 lettera d) del decreto legislativo 219/2006 (entrato in vigore il 6 luglio 2006), atto con cui in Italia è stata data attuazione, con quasi quattro anni di ritardo, alla Direttiva sopra richiamata.
 
                                                                                            
Dott.ssa Flaviana Betti

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