Shiatsu

Lo Shiatsu è un’arte giapponese di riequilibrio energetico che stimola i meridiani e i punti di agopuntura utilizzando le pressioni di: pollici, mani, gomiti, ginocchia, piedi. Lo Shiatsu crea un’armonia nel fluire dell’energia che si riflette nella respirazione, inducendo un rilassamento profondo, e sulle capacità di autoguarigione del corpo, con risultati notevoli nei problemi muscolo\articolari, mal di testa, stress, ansia, lombalgie, ernie al disco, dolori vari di solito diagnosticati come”psicosomatici” ecc…

"Indicazioni e controindicazioni allo shiatsu"      

Alcune precauzioni possono essere dettate dal buonsenso: se sono un allievo non tratterò persone con grossi problemi e se sono un professionista serio mi porrò comunque dei limiti in base alle mie capacità.La visione dell'uomo nello shiatsu non è quella di un'insieme di organi, ossa e muscoli, ma di vuoti e pieni energetici, per cui mi domando: come possiamo usare una diagnosi medica per stabilire quando lo shiatsu è utile o quando è controindicato?Trovo inoltre fastidioso vedere spesso inserite le donne in gravidanza o che hanno appena partorito in un elenco di "patologie". In generale la gravidanza, anche in presenza di fastidi, è un momento energeticamente magico e, se tratto per condividere questo momento, lo shiatsu diventa un'esperienza bellissima. Sarò sempre grato a mia moglie e alle mie amiche che mi hanno permesso di vivere questa esperienza. Anche se avevano dei dolori o carenze di ferro, erano molto più sane di me, era la "vita" che si dischiudeva in loro.

Ovvio che bisogna sapere dove non premere o come posizionarle. A chi pratica consiglio di frequentare un corso apposito sulla gravidanza; ma penso che uno shiatsuka con esperienza possa arrivare anche da sè a saper fare shiatsu con una donna in gravidanza.

Jitsu (l'arte) è l'Arte che usiamo percorrendo il Do (la Via). Si usa un nome o l'altro in base a dove portiamo la nostra attenzione: non esiste Do senza efficacia, anzi, questa è in parte uno strumento di verifica della nostra "crescita"; non esiste jitsu senza crescita dell'artista: l'arte senza evoluzione scade nella tecnica con quel che ne consegue. Ad esempio, se usiamo i punti in base ad un prontuario di tipo «paramedico", anche se utilizziamo la pressione shiatsu, siamo lontani dall'Arte, dal Do e dallo spirito dello shiatsu, almeno per come molti di noi lo vivono.

A uke non voglio far cambiare vita, non credo di avere la saggezza necessaria. Però, se attraverso il trattamento shiatsu avviene in uke un cambiamento, questo è frutto di un processo di riequilibrio energetico che interessa la globalità dell'individuo, non il singolo sintomo.

Io, come tori, mi "accontento" di cambiare insieme agli uke che tratto. Dove questo mi porterà è motivo di stimolo, curiosità e impegno nella pratica shiatsu.

Ma siamo noi che facciamo lo shiatsu o è lo shiatsu che avviene e noi ne siamo partecipi?

"Un abile spadaccino era invidioso di un maestro della cerimonia del tè e decise di ucciderlo. Andò dal maestro. Questi gli offrì il tè e, nel girarsi, urtò il bollitore. L'acqua sulle braci sprigionò un gran vapore, dissolto il quale il maestro aveva in mano la katana del samurai e nel porgergliela disse: 'Per evitare che si sporcasse l'ho presa io, tenete!' Il samurai bianchissimo riprese la spada e ringraziò. Se ne andò grato al maestro che l'aveva lasciato in vita." Buon shiatsu.

L’Unione

Il Simposio di Platone è uno dei testi classici della filosofia greca antica. IL simposio è una cena allietata spesso da canti e balli ed è soprattutto momento di comunicazione e scambio a cui i cibi e i vini ben dispongono, creando un vissuto comune. Per questo nella antica Grecia, come anche in Romagna, all'ospite si offriva da mangiare e bere prima di entrare nel merito del motivo della visita. Il Simposio di Platone è il racconto di una cena in cui erano presenti Socrate ed altri personaggi eccellenti per sapienza e\o capacità artistiche. Questa conversazione tra amici, messa sulle pagine di un libro, ebbe un effetto profondo sulle coscienze ed è anche oggi fonte di ispirazione.

Da questo stralcio di un libro che è alla base della cultura occidentale, al di là di un modo e di un linguaggio diversi per descrivere gli eventi, emerge una visione dell'organismo e delle sue dinamiche che, con i dovuti distinguo, è avvicinabile a quello della Medicina Tradizionale Cinese.

Erissimaco: la medicina infatti, per dirla in breve, è la scienza degli atteggiamenti amorosi del corpo rispetto al riempirsi al vuotarsi, e chi distingue, in questi atteggiamenti l'amore bello dal brutto è il medico più valente.

E chi produce mutamenti, facendo acquistare, in luogo di un amore, l'altro, e sa instaurare l'amore nelle parti dove esso non è presente, ma dovrebbe sorgere, come sa eliminare quello che è presente fuori luogo, risulta nella medicina un pratico di valore. Occorre invero che egli sia in grado di rendere amici gli elementi che nel corpo sono i più nemici e di far che sì amino a vicenda. I più nemici, per altro, sono i più contrari, il freddo al caldo, l'amaro al dolce, il secco all'umido. In quanto seppe far sorgere in essi amore e concordia, Asclepio, nostro antenato, fondò come dicono i poeti qui presenti la nostra arte.

La medicina dunque, come dicevo, è tutta quanta governata da Eros .

Dal 1° King, il Libro dei Mutamenti traggo:

"XIAN L'UNIONE ATTRAZIONE: L'elemento morbido si trova sopra, quello duro sotto. Lo yin/yang si attraggono dando vita alle diecimila specie: i santi commuovono il cuore della gente e mantengono l'armonia del mondo, osservando questi fenomeni di attrazione possiamo comprendere le diecimila specie che si trovano tra terra e cielo.

Alla base della medicina/cultura cinese c'è il principio di yin/yang, il principio

femminile e maschile. Cosa devono fare, se non amarsi?

Spesso quando noi parliamo di equilibrio yin/yang, immaginiamo una bilancia, invece dovremmo immaginare due amanti che ballano e non possono separarsi se non creando due nuove coppie yin/yang; non possono fondersi perché sparirebbe il movimento creato dalle rispettive spinte opposte e con esso la vita.

La malattia fa parte di questo movimento, quei sintomi che identifichiamo come malattia sono un sistema o modo del corpo per seguire questo movimento. Se noi gli offriamo Un'alternativa: shiatsu, alimentazione, esercizi, ecc. scompaiono la necessità e il ruolo dei sintomi. Due ballerini possono ballare più o meno in armonia noi dobbiamo aiutarli a ballare e ad amarsi con maggior armonia.

Se una persona ha una febbre alta yang questo è già un movimento dallo yang allo yin. se lo anticipiamo con shiatsu, impacchi erbe, o altro, rendiamo il sintomo inutile, per cui scompare.

In altro modo se diciamo: una bronchite è uno squilibrio energetico nei polmoni, siamo ancora in una visione paramedica della malattia e ci troveremo a combatte¬re contro questo squilibrio come se fosse un avversario da eliminare. Ho il dubbio che i malesseri che avvertono alcuni “terapisti shiatsu” derivino anche da questa visione della malattia. Uso il termine terapisti proprio per la visione della malattia che prevede una terapia. Ma se la malattia non esiste, non può esistere né un terapista né una terapia.

Se non siamo terapisti cosa siamo? Io cerco delle condizioni per cui lo shiatsu crei tra me e uke un'armonia e questa agisce su di noi creando maggior armonia nelle nostre manifestazioni di yin/yang, se questo avviene avremo la scomparsa dei sintomi, un mio maestro diceva: se si muove l’energia il mal di schiena deve passare! Se no sono chiacchere. Se non siamo terapisti e la malattia non esiste, come può ciò che non esiste far star male il terapista? Per il potere della visione se la malattia viene immaginata in quel momento esiste.

Io non so se il mio punto di vista sia giusto, ma certo mi è funzionale a vivere serenamente il contatto con uke (chi riceve il trattamento) e a osservare dei miglioramenti della qualità della vita notevoli nei miei Uke.

Angelo Casali

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