Questa l’idea originaria, volutamente qui riportata senza operare correzioni. Un idea a tratti forse un po ‘ingenua’, non totalmente sviluppata, ma che recava già in se quasi tutti gli elementi su cui si sarebbe poi sviluppato il Centro di Ricerca KY, in seguito KY Centro di Ricerca di Arti Olistiche Integrate …

BRAIN STORM 21-10-2003

Un punto in cui tutto è concentrato… tutto è in latenza… (Cosmicomiche di Calvino per il nome di quel punto.)
L’immagine: Un punto. Un corpo celeste parzialmente illuminato. Una nebulosa. Un eclisse. Ho (che errore meraviglioso!) un corpo celeste che sta nascendo. Un “taglio” di Lucio Fontana. Una conchiglia.
Il suono: è acutissimo. Lo sento nella testa.
Il movimento: Pulsazione.

I PERCORSI

“Ho visto tanta gente sul punto di nascere… Il viaggio interrotto”

Un viaggio iniziatico alla ricerca delle nostre “memorie ancestrali somatopsichiche”
per riscoprire le proprie potenzialità latenti, ciò che abbiamo sempre sentito di dover essere, attraverso un percorso di stimolazioni plurisensoriali.

OBIETTIVI E METODI DEL CENTRO DI RICERCA KY

Il centro si occupa di ricerche legate alle “medicine alternative” nell’ottica, tuttavia, di una possibile integrazione e dialogo con la “medicina ufficiale”. Attualmente l’obiettivo è volto all’approfondimento del metodo della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi, nel tentativo di definire una serie di relazioni con modelli terapeutici e “filosofie di vita” ad essa affini per scopi e valori, così da approfondirne alcuni aspetti teorici che la caratterizzano. La ricerca è affiancata da attività pratiche di laboratorio e percorsi terapeutici, i quali, oltre a rappresentare una risorsa innovativa per il territorio, forniranno ulteriore materiale di ricerca per la struttura (previa autorizzazione). In questo modo l’utente non risulta più essere solo un passivo fruitore di un metodo terapeutico, ma un soggetto attivo nella sua evoluzione.

INTRODUZIONE AL DISCIPLINA DELLA MUSICARTERAPIA NELLA GLOBALITà DEI LINGUAGGI

La MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi (GdL) è una disciplina della comunicazione e dell’espressione con tutti i linguaggi, verbali e non verbali, ideata da Stefania Guerra nel corso degli ultimi trent’anni. Più precisamente, una disciplina formativa nella comunicazione ed espressione e con finalità di ricerca, educazione, animazione, riabilitazione, terapia, che pone la vita come valore primo, assoluto, dal concepimento in poi, in qualunque condizione psicofisica unitamente ad una profonda fede nei potenziali umani dal cui sviluppo consegue l’equilibrio dell’individuo e la percezione di divenire ciò che si è sempre sentito di dover essere. Una disciplina in cui la diversità, l’originalità, l’arte sono viste come emersioni insolite, singolari, eccezionali di potenziali umani. Il piacere, la bellezza come stati, esperienze manifestazioni di ben-essere della realtà umana e cosmica: da vivere, riconoscere, promuovere in tutte le condizioni umane, nella convinzione che la “bellezza salverà il mondo”. L’integrazione come sviluppo, crescita, compimento della persona e del gruppo umano.
Per approfondimenti vedi il sito internet: www.centrogdl.org

Dott. LUCA BENELLI

Dottore in DAMS indirizzo musica, con laurea conseguita presso l’Università degli studi di Bologna, con esperienza ventennale come musicista principalmente in qualità di chitarrista e pianista, esperto in Animazione e MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi, lavora da anni come musicarterapeuta, educatore e animatore nella Globalità dei Linguaggi presso strutture pubbliche e private, aggiornando continuamente le sue competenze attraverso un ricerca personale legata all’ambito delle arti olistiche.

PERCORSI
Concetti/Principi e Teorie

UN VIAGGIO NELLA MEMORIA (Laboratori di gruppo)

Un viaggio iniziatico alla ricerca delle nostre “memorie ancestrali emo-tono-fonosimboliche” attraverso la logica della“morfogenesi dell’energia vitale”, per riscoprire le proprie potenzialità latenti, ciò che abbiamo sempre sentito di dover essere. Un percorso in cui la dimensione artistica (musica, pittura, danza, ecc.) e il “gioco”, inteso come capacità di mettersi in gioco e come rappresentazione del mentale e stimolo dell’immaginazione attraverso un vissuto corporeo che coinvolge tutti i sensi, sono strumenti primari di ricerca e di terapia. Un momento in cui il tempo è sospeso… in cui possiamo “lasciarci andare” accolti dal calore del gruppo/grembo sociale, inteso questo come prolungamento naturale del grembo materno.

RIEQUILIBRIO BIOENERGETICO (Interventi sul singolo)

L’essere umano attinge la sua energia vitale dalla terra, attraverso un flusso che si muove dal basso verso l’alto, a partire da una zona che si trova in prossimità del coccige per giungere alla sommità del capo, a cui segue una scarica, attraverso modalità specifiche per ogni individuo, in un ciclo continuo che è legato al principio del piacere. Quando questo processo è impedito, o in qualche modo condizionato, si creano dei blocchi energetici che impediscono all’individuo di ri-generarsi. Per ripristinare il corretto flusso delle energie sarà quindi indispensabile rimuovere tali blocchi, principalmente facendo riferimento ai canali tattili e uditivi, per poi favorire un rapido riequilibrio bioenergetico attraverso una stimolazione che coinvolge tutti i sensi.

LA MALATTIA COME PARTE DELL’UMANO E COME RISORSA (Interventi sul singolo e di gruppo)

La malattia fa parte della vita dell’uomo, è qualcosa ad esso connaturata: un tipo di risposta all’ambiente inscritta nel nostro codice genetico, specifica per ogni individuo, che si manifesta quando si crea uno squilibrio psicofisico, spesso dovuto a modelli di vita poco consoni all’”umano essere”. In questo senso la malattia va interpretata come un “campanello d’allarme”, un segnale che il nostro corpo ci manda per comunicare a noi, e a chi ci sta accanto, di modificare alcuni aspetti della vita. È quindi indispensabile imparare ad interpretare quei segnali, al fine di coglierne le cause che vi stanno alla base e, utilizzando le parole della GdL, a “possedere” la malattia “anziché esserne posseduti”, scoprendo inoltre modalità di rapportarsi alla vita più pregnanti e in sintonia profonda con ciò che ci circonda.

L’HANDICAP COME SPECIFICITà E POTENZIALITà (Interventi sul singolo e di gruppo)

L’handicappato è una persona con la sua specificità di relazionarsi e di percepire la realtà, di far fronte ai suoi deficit psicofisici grazie al principio di vicarietà dei sensi, alla capacità che ha il cervello, soprattutto in giovane età, di sopperire ai problemi legati ad un’area lesionata utilizzandone altre e a quella attitudine innata, che chiameremo, usando una volta ancora le parole della GdL, “arte di vivere”. Stabilire un con-tatto in base ai canali comunicativi preferenziali di ciascun individuo sarà quindi prioritario, per poter poi delineare un percorso che ha come finalità lo sviluppo e valorizzazione di tutte le potenzialità già manifeste, ma in particolar modo di quelle latenti, indipendentemente dalla gravità dell’handicap.

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